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| LA TECNICA AL SERVIZIO DELLA TRADIZIONE | ||||||||
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L'arte grafica come noi la concepiamo nacque presso gli Inuit, solo intorno al 1950 a cura di inviati governativi canadesi specializzati in arti e mestieri. L'idea della riproduzione, come possibilità di moltiplicare la stessa immagine per più esemplari, fu infatti l'insegnamento portato dai bianchi ad un popolo nomade che aveva epresso il suo innato senso artistico unicamente nella creazione di oggetti singoli di utilità quotidiana in avorio, pietra, corno, pelli di foca e caribù, arricchendoli con incisioni e motivi grafici e cromatici di bellissimo effetto. | |||||||
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Questo fu l'avvio
della scoperta da parte di noi bianchi di un incredibile tesoro immaginativo
e fantastico, perpetuatosi durante secoli di isolamento e intriso di mitologia,
simbiosi con la natura e leggende, di sconcertante genuinità. La comunità di Cape Dorset è il luogo di nascita dell'arte grafica Inuit contemporanea: la prima collezione di 41 stampe vide la luce nel 1959. Successivamente all'esperienza di Cape Dorset avviarono atelier di grafica altre quattro importanti comunità: Holman, Baker Lake, Pangnirtung e Clyde River. |
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Si nota come ogni
centro di grafica abbia sviluppato un suo proprio stile, sia da un punto
di vista estetico e di contenuto, sia seguendo differenti dinamiche tecniche
a seconda delle capacità e dell'impulso creativo dei suoi membri. Dal 1959 ad oggi più di 10.000 immagini grafiche sono state prodotte e sono apparse in collezioni catalogate, oltre a centinaia di stampe non catalogate che appartengono a collezioni speciali, sperimentali o private. |
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Le cooperative sorte in ogni comunità di produzione artistica per salvaguardare i diritti degli artisti e l'autenticità delle opere e, secondo il principio sociale di equità e condivisione insito nella cultura Inuit, per dare a tutti gli artisti un giusto riconoscimento, sono contraddistinte da un simbolo pittografico che appare su tutte le stampe prodotte in una determinata comunità. | |||||||
| PROCEDIMENTI DI STAMPA | ||||||||
| Stonecut - Stampa da matrice in pietra | ||||||||
| Per i primi esperimenti Cape Dorset
usò tecniche e materiali rudimentali (linoleum inciso incollato
a legno e inchiostrato con una miscela di fuliggine e olio di foca), in
seguito adottò la tecnica xilografica adattandola alle circostanze.
Infatti le lastre di legno incise e inchiostrate di cui si serve la xilografia
furono sostituite, data la quasi totale assenza di legno nel territorio
artico, da lastre in pietra: veniva inciso il disegno asportando le zone
negative e creando così il rilievo da inchiostrare. Questa tecnica, che si avvale dell'abilità scultorea insita nella cultura Inuit, è ancora oggi la preferita a Cape Dorset. Non è un procedimento facile - preparazione della pietra per ottenere una superficie liscia - incisione della stessa per riprodurre il disegno in rilievo in negativo - inchiostratura della pietra, contemporaneamente con differenti colori - riproduzione del disegno su carta di riso mediante la pressione di un rullo per un massimo di 50 copie. Il tutto fatto a mano. L'effetto è quasi magico: tonalità di colore inconsueta - piccole differenze tra una copia e l'altra, che in un mondo di macchine come il nostro, danno ancora il senso dell'unicità dell'uomo - l'abbinamento della tecnica stonecut a quella dello stencil che crea affascinanti rapporti di luci ed ombre oltre naturalmente all'immagine che talvolta va molto al di là della bellezza figurativa, seppure in semplicità di linee. Raggiunto, se l'usura della pietra lo consente, il numero di cinquanta copie, la matrice viene tagliata o cancellata per garantire la serie limitata. |
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| Stencil - Stampigliatura | ||||||||
| La tecnica stencil consiste nel
ritagliare all'interno di un sottile foglio di carta cerata o di mylar
il disegno, posare tale foglio sulla carta da stampare e inchiostrare
l'immagine con differenti intensità e sfumature di colori. Tale metodo viene spesso usato in abbinamento alla tecnica stonecut, nelle zone del disegno in cui si vuole ottenere un particolare effetto cromatico. |
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| Incisione | ||||||||
| Al contrario della tecnica stonecut,
in cui l'immagine è in rilievo sulla superficie della pietra, nell'incisione
è la parte asportata o incisa che delinea l'immagine. L'immagine viene incisa su una lastra di rame usando un bulino con la punta a forma di triangolo, per cui il segno ottenuto è a forma di "V". Il notevole sforzo richiesto è tutto concentrato nel polso, per cui molti artisti, raggiunta una certa età, devono rinunciare a questa tecnica. Dopo aver proceduto all'inchiostratura delle parti incise della lastra preventivamente riscaldata, la si ricopre col foglio di carta e la si fa passare attraverso una pressa a cilindri che forza la carta ad entrare nelle cavità inchiostrate. In questo caso l'artista crea direttamente l'immagine sulla lastra di stampa e non vi è quindi il passaggio dal disegno alla lastra di pietra, come nel caso della tecnica stonecut |
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| Litografia | ||||||||
| Le litografie furono presentate
per la prima volta nella collezione di Cape Dorset del 1975. A differenza del rilievo (stonecut) e dell'intaglio (incisione) le litografie sono stampate a mezzo di pressa piana da una lastra liscia su cui viene, anche in questo caso, direttamente disegnata l'immagine. Questa tecnica si avvale del principio di antagonismo fra acqua e grasso e offre la possibilità all'artista di ottenere effetti di colore e ombreggiature quali quelli dei gessetti, della grafite e dei pastelli. |
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